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Le parole ritrovate

  • Alessandro Masi
  • LINGUA

“Spesso l’uso logora, non solo gli oggetti, ma anche le parole. Se ne smarrisce il significato profondo oppure si attribuisce ad esse un significato differente. Alcune parole vengono accantonate, non si usano, si dimenticano. In genere, però, la nostra preoccupazione principale non è la perdita delle parole, bensì delle cose, degli oggetti, dei beni, e anche delle posizioni e situazioni personali. Alessandro Masi ci avverte che la perdita delle parole è un fatto rilevante nella vita e nella cultura. Non qualcosa di secondario. Prova a ritrovarle e a riproporle. Così se ne capisce il valore”: Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, illustra così nella prefazione il saggio di Alessandro Masi (segretario generale della Dante) “Le parole ritrovate”, a cura di Giammarco Cardillo. Un viaggio nella lingua italiana attraverso più di 140 vocaboli – da “abbronzatura” a “voto” – per muoversi con la mente nel tempo e nello spazio. “Rileggere alcuni vocaboli contenuti in questo libro significa spostarsi in poche righe di secoli e di chilometri – sottolinea nell’introduzione Cardillo, responsabile della certificazione Plida della Società Dante Alighieri - Un esercizio utile per cercare di uscire dalla gabbia della provincia in cui spesso, troppo spesso, siamo noi stessi a rinchiuderci. Perché non c’è niente di più globale di una lingua. E niente di più locale. In una sola parola, non c’è niente di più moderno”.

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